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Donna Francesca arriva sulle tavole di Chiara Ferragni,
Benedetta Parodi e Paola di Benedetto,
nel “Thanksgiving all’italiana” di Alessandro Enriquez.

Anche quest’anno lo stilista Alessandro Enriquez ha deciso di celebrare la gratitudine con un gruppo di amici speciali: la famosissima influencer ed imprenditrice digitale Chiara Ferragni, la regina della cucina italiana Benedetta Parodi, l’attrice e modella Greta Ferro, i volti televisivi Melissa Satta e Paola Di Benedetto, i modelli italiani Simone Susinna e Marco Fantini, l’influencer Candela Pelizza, il pr Andrea Caravita e il food lover Francesco Maccapani Missoni.

Per un “Ringraziamento a distanza”, in un mix tra tradizione americana e cultura italiana, lo stilista ha realizzato un menù speciale che è approdato sulle tavole in coloratissime box.

La vellutata di zucca con agrumi siciliani e crumble di mandorle Donna Francesca era lo starter rivisitato dal designer, anelletti alla siciliana per affermare le sue origini palermitane, per poi passare alla versione mini roll del tacchino, simbolo della festa. In una interpretazione frutto della collaborazione con il ristorante Muddica, il ripieno classico alle castagne ha lasciato il posto alle mandorle. A chiudere il babà bagnato al Pop Caffè e Jack Daniel’s Honey.

Per l’occasione, Donna Francesca ha realizzato le sue mandorle pralinate in “versione tricolore” per celebrare “l’italianità” come valore culturale.

Una tavola simbolica e benaugurale che strizza l’occhio alle feste di Natale.

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Mandorle pugliesi. La raccolta di Donna Francesca

Le Mandorle pugliesi sono note per il loro sapore delicato e la Puglia fornisce circa il 40 per cento della produzione nazionale di mandorle*. Oltre alla pasticceria vengono integrate nell’alimentazione giornaliera in quantità minime per supportare una dieta bilanciata.
Ma sapete come vengono raccolte le mandorle?
Oggi vi spieghiamo brevemente come vengono raccolte presso i nostri mandorleti
La nostra raccolta avviene tra agosto e settembre ed è uno dei momenti più emozionanti per la nostra azienda. La maturazione del frutto coincide con il cambiamento di colore del mallo che varia il suo colore da verde a grigio/violaceo. Nei giorni che precedono la raccolta, il mallo, oltre che cambiare il colore da verde a grigio/violaceo, si apre e fa intravedere il tenace il guscio. I nostri mandorleti si trovano a Mariotto, in una zona molto particolare del territorio pugliese, nella Murgia. Questa zona si caratterizza per i terreni poco profondi e rocciosi a cui questo albero si è adattato benissimo.
La Raccolta

La raccolta avviene alle prime luci del mattino. Sul terreno, in corrispondenza dei mandorli, vengono adagiate le reti. I rami vengono scossi, i frutti cadono e le reti raccolgono il lavoro di un anno. Di albero in albero le reti vengono trascinate da braccia forti e da mani esperte. La raccolta è fatta dei rumori delle mandorle che cadono e dallo spettacolo che centinaia di foglie offrono nel volteggiare nel vuoto. Dal campo, in poche ore, arrivano in azienda carrelli colmi di mandorle e foglie, ad attenderli c’è la smallatrice.

Dal campo all’azienda

Le mandorle vengono private del mallo e delle foglie. Si compie il rito dell’asciugatura: migliaia di mandorle con i loro gusci, vengono stese sui nostri piazzali, dove per giorni il calore del sole ed il vento avviano uno straordinario e complesso processo di asciugatura graduale e naturale. Più volte al giorno sono rivoltate per garantire una asciugatura omogenea. Chi visita la nostra azienda in settembre, non resiste alla tentazione di rompere qualche guscio di mandorle per assaggiarle nella loro versione wild.  Dopo l’asciugatura, le mandorle vengono selezionate e conservate al coperto, in speciali cassoni ventilati.

Mandorle pugliesi

Le qualità delle nostre mandorle si caratterizza per l’attenta lavorazione per la cultivar di mandorle coltivate, ovvero le Filippo Cea. Questa varietà produce un frutto dalla grande forma e dal gusto elegante e burroso. Sono così buone che oltre all’impiego per gelati e pasticceria fine sono ottime anche da mangiare sgusciate, con la famosa pellicina, o pelate. Per chi invece ha voglia di “evadere” può mangiarle pralinate, arricchite da zucchero caramellato. Queste nascono da una nostra ricetta speciale e sono un dolce tipico della Puglia. Per chi ama il salato invece può provare le tostate salate con olio extravergine di oliva. Gusto irresistibile!

Mandorle Filippo Cea

Le mandorle pugliesi Filippo Cea sono un “superalimento”. Infatti, grazie al profilo nutrizionale e alle valenze nutraceutiche sono indispensabili per una alimentazione sana e bilanciata. Inoltre, contribuisce ad aumentare il senso di sazietà limitando il consumo di altri alimenti.

Ci sono cose che mi emozionano e che mi lasciano senza fiato. Una di queste è osservare le mandorle cadere“.

Piero Palmieri

*Indicazione tratta da: Piano del settore mandorle, noci, pistacchi e carrube 2012/2014 a cura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 

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Pomodoro di Puglia. Il più diffuso in Italia

Il pomodoro di Puglia è una delle eccellenze gastronomiche del Made In Italy. Il pomodoro italiano è oggi un’icona di qualità riconosciuta in tutto il mondo. Un dato diffuso da ANICAV, l’associazione nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali, secondo cui ammonta a circa 1,6 miliardi di euro il valore dell’export della passata di pomodoro italiana.

DOVE SI COLTIVA IL POMODORO

L’Italia è il primo produttore di pomodoro tra i Paesi dell’Unione Europea e il terzo al mondo, dopo gli Stati Uniti e la Cina. La coltura del pomodoro è diffusa in diverse regioni d’Italia. I contesti territoriali della coltivazione del pomodoro spaziano parecchio. Il pomodoro infatti è coltivato in Lombardia, Emilia Romagna, sulle coste campane affacciate sul Tirreno, sul Tavoliere e gli altopiani delle Murge in Puglia, nelle valli della Basilicata sulle costiere della Calabria e in Sicilia. Bisogna comunque sottolineare che, i filari delle piante di pomodoro sono diffusi soprattutto nel meridione. Qui infatti le condizioni pedoclimatiche permettono uno sviluppo e una maturazione maggiore del licopene. E’ proprio questa sostanza naturale a dare colore alla buccia del pomodoro. Appartiene infatti al gruppo dei carotenoidi, un insieme di pigmenti di colore giallo-violetto molto diffusi in natura.

DA DOVE ARRIVA IL POMODORO?

Il pomodoro è originario del Sud America, dove ancora oggi è possibile trovare delle specie selvatiche dai frutti piccoli, simili al “pomodorino ciliegia”. Dal Messico il pomodoro giunse in Spagna per giungere poi in Italia nel sec. XVI. Il pomodoro, inizialmente considerato una pianta medicinale entrò nella cucina italiana, attribuendogli il nome di “pomo d’oro”. La coltivazione si diffonde da Nord a Sud, con particolare riferimento alla Campania, alla Sicilia e alla Puglia. In questo contesto si sviluppa una coltivazione particolare in Emilia Romagna, soprattutto nella zona del parmense. La diffusione del pomodoro in questa zona avvenne per opera dell’agronomo Carlo Rognoni. Fu proprio lui a portare avanti dal 1865 la coltivazione del pomodoro in senso industriale in tutta la provincia di Parma e ad introdurre la Solanaceae nella rotazione delle colture biennale del proprio podere. In seguito, grazie alla Regia Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari, mosse i suoi primi passi l’industria della trasformazione del pomodoro, che ancora oggi rappresenta una delle più importanti realtà dell’economia italiana.

IL POMODORO IN PUGLIA

Grazie al suo clima mite, alle caratteristiche del terreno ed ai venti marini, la Puglia è fra le prime regioni italiane per produzione di pomodoro. Molto nota è la coltivazione di questo ortaggio nella zona del cosiddetto “Tavoliere delle Puglie” che si estende dal fiume Ofanto al lago di Lesina. La provincia di Foggia rappresenta infatti un’attività economica estremamente rilevante, dato che il 40% del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata. In particolare detiene il primo posto a livello mondiale per produzioni e qualità del pelato all’italiana. La zona del foggiano rappresenta ad oggi l’unico bacino di produzione capace di approvvigionare e industrie di trasformazione meridionali con il Pomodoro Lungo di Capitanata. *

LE VARIETA’ PIU’ DIFFUSE

Oltre al pomodoro oblungo da pelati, le varietà più diffuse sono: il datterino pugliese, il pomodoro Regina, il ciliegino pugliese, l’insalataro, ma in realtà le varietà sono tantissime ed anche particolari. Una delle varietà tipiche è il pomodoro tondo liscio, che irrighiamo con acqua salmastra, per dar vita alla nostra passata di pomodoro. Questo pomodoro è caratterizzato da una colorazione di un rosso brillante, una polpa densa e soda, pochi semi e dal sapore dolce.

IL POMODORO DI PUGLIA DI DONNA FRANCESCA

I pomodori che vengono impiegati per le nostre conserve sono esclusivamente pugliesi. Coltivati a campo aperto, sono irrigati con acqua salmastra. Maturano naturalmente sulla pianta e corrispondono ai nostri standard qualitativi e di genuinità. Raccolti durante il mese di Agosto, i nostri pomodori vengono attentamente selezionati e lavorati entro  le 12 ore dalla raccolta per preservare integre le proprietà organolettiche. Per garantire la massima qualità, la passata, i pelati e i ciliegini sono coltivati e trasformati in piccoli lotti. Questo tipo di attività permette il monitoraggio degli standard qualitativi su tutta la filiera produttiva. Il loro sapore dolce è l’ideale per parlare piatti anche semplici della tradizione italiana come la Pappa al Pomodoro.  Il pomodoro Donna Francesca è lavorato esclusivamente con processi artigianali, senza l’impiego di processi industriali.

“Ci prendiamo cura dei nostri pomodori, per regalavi i sapori della cucina delle vostre mamme.”

(Piero Palmieri –  Donna Francesca)

LA LAVORAZIONE ARTIGIANALE DEL POMODORO PUGLIESE

Dopo la raccolta, vengono privati del peduncolo tramite operazioni manuali, a poche ore dalla raccolta in campo. Attentamente selezionati, i pomodori oblunghi, tondi e ciliegini, vengono lavorati subito per conservare “sottovetro” il profumo ed il sapore unico dell’estate pugliese. Lavati con acqua corrente vengono sbollentati e passati, o adagiati in vasi chiusi con tappi ermetici di metallo. infine pastorizzati e raffreddati a temperatura ambiente. Questi processi portano i pomodori a nuova vita. La tradizionale passata, il ciliegino in salsa e al naturale, il pomodoro pelato a mano conservano intatte le caratteristiche organolettiche tipiche. L’assenza totale di conservanti e di aromi consentono la degustazione di un prodotto dal sapore autentico e fresco.

CHI COMPRA IL POMODORO ITALIANO

L’export della passata di pomodoro italiana cresce stabilmente in volume grazie soprattutto a mercati emergenti come quello asiatico. L’industria conserviera nazionale è prima produttrice in UE e terza nel mondo. Secondo dati recenti, il primo paese importatore è la Germania con oltre 400 mila tonnellate. Seguono Regno Unito con il 15%, la Francia  con il 7,3% ed infine gli Stati Uniti d’America con il 6%. In Italia, invece, restano circa 2 milioni di tonnellate. E’ evidente come l’export, oramai, assorba più del prodotto consumato in Italia!

I mercati esteri rappresentano un’importante area di crescita per il nostro comparto, a testimonianza del fatto che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità”, dichiara il Presidente di ANICAV, Antonio Ferraioli.

*Tratto da Coltura e Cultura, Il Pomodoro nel Sud Italia

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Conserva di pomodoro. Ingrediente dalle qualità straordinarie

La conserva artigianale di pomodoro mantiene inalterate le sue proprietà nutrizionali, garantendo una qualità e genuinità straordinaria. Tuttavia è sempre meno semplice realizzare in casa la conserva di pomodoro ed è dunque importante saper riconoscere un buon prodotto durante i nostri acquisti.

Il pomodoro è uno degli ortaggi più coltivati nel mondo. Grazie al suo sapore dolce è amato da grandi e piccini. Pochi sanno che è ricco di minerali, vitamine e antiossidanti e per questo motivo è importante consumare prodotti a base di pomodoro che mantengano le caratteristiche di un prodotto sano. Tutto dipende dalla scelta della materia prima e da una lavorazione artigianale e non industriale.

UNA SCOPERTA SAPORITA

La pianta del pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanacee, di cui fanno parte anche melanzane, peperoni e patate. Originario del Sud America, in particolare del Messico e del Perù, giunse in Europa nel 1540 quando il conquistador Hernán Cortés, ne portò alcuni esemplari. Tuttavia non fu subito molto apprezzato e venne inizialmente usata solo per le sue caratteristiche ornamentali. Si pensava infatti che i suoi frutti fossero velenosi.

UNA PIANTA SOSPETTA

In un primo momento queste piantine furono infatti coltivate in Francia dove il clima freddo ne non favoriva la crescita ed i frutti rimanevano piccoli e giallognoli da cui il nome “pomo d’oro”. Non tutti sanno che a coniare questo nome fu un italiano, Pietro Andrea Mattioli considerato uno dei botanici più famosi del Rinascimento europeo. E’ proprio in questo periodo che si diffonde l’idea che questo ortaggio possa avere proprietà afrodisiache. Solo a fine del 1500, spostando la sua coltivazione in Italia meridionale e Spagna, il pomodoro cambiò maturazione. I suoi frutti divennero più grandi e di colore arancione-rosso, e si cominciò ad usarlo come ingrediente. Nel resto d’Europa invece venne impiegati in cucina solo nel XVII secolo quando, mancando il grano a causa delle carestie, di dovette trovare un cibo alternativo.

LE PROPRIETA’ DEL POMODORO

Il pomodoro è un ortaggio tipicamente estivo. Ne esistono di diversi tipi. Ad oggi se ne contano circa 320 varietà. In particolare tra i pomodori da pelati o da salsa ritroviamo invece le varietà San Marzano, Ventura, Roma, Vesuvio e Napoli. Povero di calorie, è perfetto per le diete ed è alla base dei piatti della dieta mediterranea.

La preziosità di questo ortaggio è data dalla ricca presenza di vitamina C. Utile nel rafforzare il sistema immunitario, la vitamina C è anche un potente antiossidante in grado di contrastare l’attività dei radicali liberi e prevenire pertanto l’invecchiamento. A questa si aggiunge la presenza di vitamina A , molto utile per la salute della pelle e della vista. Il pomodoro inoltre è noto per la presenza di licopene. Il Licopene è sostanza naturale presente nella parte più esterna del pomodoro, appartenente al gruppo dei carotenoidi, che svolge ha una importante azione antitumorale.

Grazie all’elevato contenuto di potassio il pomodoro è molto utile per la salute dell’apparato cardiovascolare e, in particolare, per la regolazione della pressione arteriosa e dell’attività cardiaca. Il buon contenuto di vitamina K e la presenza di calcio e fosforo rafforza le ossa ed è ricco di acido folico.

IL POMODORO IN CUCINA

L’uso del pomodoro in cucina ha infinite versioni. Crudi con mozzarella, la famosa insalata Caprese, o usati come ingrediente per sughi freschi sono alla base delle ricette italiane più conosciute al mondo. La conserva di pomodoro è utilizzata sopratutto per primi, pizze e focacce ma anche secondi di carne di pesce, risotti e piatti a base di uova, come le buonissime “uova al Purgatorio“.

In quanto ingrediente di base per alcune ricette la sua scelta deve essere oculata. Durante l’acquisto è bene evitare pomodori dall’aspetto molle e con buccia flaccida. Un pomodoro fresco deve essere sodo e carnoso con buccia liscia e lucida. Un segreto è conservare il pomodoro a temperatura ambiente perché continua a maturare dopo la raccolta. E’ meglio evitare la conservazione in frigorifero, dato che al di sotto dei 10 C° le qualità del pomodoro vengono alterate.

POMODORO ARTIGIANALE

Come abbiamo visto il pomodoro è un ingrediente costante della cucina mediterranea grazie al sapore dolce e fresco e gustoso. Tuttavia oltre ad essere buono ha un’importante funzione di “protettore” per il nostro organismo per cui è importate che la preziosa concentrazione di minerali e vitamine  non vengano perse con metodi di produzione e coltivazione scorretti. Noi di Donna Francesca realizziamo la conserva artigianale di pomodoro con pomodori freschi 100% italiani senza uso di conservanti grazie all’attenta selezione ed ai tempi di lavorazione, non superiori alle 12 ore dalla raccolta.

TRADIZIONE DI PUGLIA

Il nostro processo produttivo è rimasto fedele al tipo di produzione tradizionale della nostra famiglia. Oblunghi, tondi e ciliegini, i pomodori vengono lavorati subito per conservare “sottovetro” il profumo ed il sapore unico dell’estate pugliese. Dopo la raccolta, sono privati del peduncolo tramite operazioni manuali, a poche ore dalla raccolta in campo. Lavati con acqua corrente vengono sbollentati e passati, o adagiati in vasi chiusi con tappi ermetici di metallo; infine pastorizzati e raffreddati a temperatura ambiente. Questi processi portano i pomodori a nuova vita. La tradizionale passata, il ciliegino in salsa e al naturale, il pelato sono prodotti che conservano intatte le caratteristiche organolettiche tipiche, grazie alla lavorazione attenta. L’assenza totale di conservanti e di aromi consentono la degustazione di un prodotto dal sapore autentico e fresco.

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Mandorle italiane fra le più buone al mondo

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Le mandorle italiane sono note in tutte il mondo per la loro bontà ma non tutti sanno che si tratta di…un seme! La mandorla infatti  è il seme commestibile del mandorlo. Il suo nome scientifico è Prunus dulcis ed appartiene alla delle Rosacee, la stessa del pesco. La mandorla è racchiusa in un guscio legnoso a sua volta contenuto in un mallo.

LE QUALITA’ E LE VARIETA’

La mandorla italiana è un dei prodotti maggiormente conosciuti nel mondo e viene coltivata sul territorio nazionale soprattutto in Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria. Nonostante questa pianta sia originaria dell’Asia centrale, il mandorlo cresce benissimo nel sud Italia grazie al suo clima temperato e fanno parte della tradizione culinaria del nostro Paese da diversi secoli. In India e Pakistan questi frutti, noti come badam, sono stati per secoli parte integrante della dieta della popolazione. Il loro consumo si fa risalire al 4.000 a.C. Nella Bibbia ci sono molti riferimenti a questi frutti con guscio che vengono descritti come simbolo di speranza. Le mandorle, secondo la medicina Ayurveda, contribuiscono alla longevità ed all’innalzamento del livello intellettuale.

La pianta del mandorlo è caratterizzata da tre qualità diverse: la Sativa, che produce un seme dolce con un endocarpo duro, rappresenta la maggior parte delle specie coltivate perché il seme è commestibile e viene utilizzato in cucina; l’Amara, il cui seme è molto amaro e non commestibile; ed infine la Fragilis, ha un seme dolce ed un endocarpo fragile.

FILIPPO CEA

Le mandorle italiane di Donna Francesca sono della varietà Filippo Cea, cultivar tipica della regione Puglia. I mandorleti sono coltivati sui terreni di famiglia e vengono curati quotidianamente. La mandorla Filippo Cea, croccante e dal grande calibro si distingue per il suo gusto elegante e burroso. Questa mandorla è così buona che viene apprezzata anche al naturale. La sua storia è particolare. Siamo agli inizi del 1900. L’agronomo Filippo Cea ama sperimentare. Innesta, seleziona, crea. Nasce così la mandorla cultivar più apprezzata per gusto e caratteristiche nutritive. Grazie alle condizioni pedoclimatiche e alla qualità del terreno, questo particolare mandorlo dall’animo esile quanto robusto, si integra alla perfezione con il panorama circostante divenendo con la sua silhouette, rustica ed elegante, icona indiscussa della Puglia. La tradizionalità del prodotto è riconosciuta anche dal MIPAAF che l’ha accolta nel suo elenco nazionali dei prodotti agroalimentari tradizionali come Mandorla di Toritto.

I NOSTRI PRODOTTI

Le nostre Mandorle Sgusciate sono adatte per tutti gli usi di cucina e pasticceria, ottima per la produzione di granella tostata e torroni tipici con mandorle italiane. Ottime anche le Mandorle Pelate, cioè, prive della loro inconfondibile cuticola bruna. Noi di Donna Francesca peliamo le mandorle a mano, per non alterare il sapore originale di questo seme e assaporare l’intenso flavour di caseina. E’ adatta per tutti gli usi di cucina e pasticceria, ottima per la preparazione di pesto pugliese. A queste due versioni “crude” si aggiungono le Mandorle Pralinate, ricoperte da un velo di zucchero che le rende croccanti, e le Mandorle Tostate, salate con olio extra vergine di oliva e sale marino. Queste pregiate mandorle italiane conquistano il palato e sono protagoniste negli aperitivi accompagnate da vini fermi o spumati e come after diner accompagnate da vini passiti e moscati.

GLI USI IN CUCINA

Oltre che essere utilizzate come tali sia nella cucina dolce che in quella salata, le mandorle vengono impiegate anche per produrre il latte di mandorla, farine, sciroppi e granite.  L’utilizzo delle mandorle italiane non ha confini: può essere consumata al naturale o come ingrediente nelle ricette più originali degli chef. Le mandorle sono un ingrediente molto presente nelle cucine tradizionali dell’area del Mediterraneo. Molto famose sono  ad esempio le ricette della cucina siciliana come il famoso pesto alla trapanese o il marzapane. Molto noto è anche il latte di mandorle, una bevanda altamente energetica. Si prepara con mandorle dolci e zucchero. Il latte ha proprietà antidepressive, antinfiammatorie, rinfrescanti e riequilibranti dell’umore.

LE PROPRIETA’ NUTRIZIONALI

Le mandorle italiane sono un vero toccasana per la salute. Contengono infatti ottime quantità di grassi saturi, i famosi Omega 3, proteine e fibre vegetali, sali minerali, soprattutto di magnesioferro calcio, vitamine, in particolare vitamina E e B2.  Mangiando 100 g di mandorle si assumono 603 Calorie. Questi semi sono, infatti, poveri di acqua e di carboidrati e ricchi di lipidi. Per questo aiutano a mantenere in buona salute il cuore, le arterie e le ossa, e rappresentano anche un valido rimedio naturale contro l’anemia. Sono un potente antiossidante naturale, preservano la giovinezza, la bellezza della pelle e il benessere dei capelli.

LA COSMESI

Dalle mandorle viene estratto, tramite spremitura a freddo, anche un olio molto usate nella cosmesi naturale per le sue proprietà lenitive ed emollienti, ideale per le pelli secche e sensibili. Di facile assorbibilità, ricco in vitamina E, B e minerali, può essere usato come olio da massaggio, anche aromatizzato con oli essenziali per profumare la pelle o usato come base per unguenti e creme da massaggio. L’olio di mandorle è anche utile in caso di smagliature nel periodo della gravidanza o come conseguenza di una dieta ferrea, inoltre può essere impiegato per ridare vigore e lucidità a capelli spenti.

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Mandorle pugliesi. Caratteristiche e usi in cucina

Le mandorle pugliesi sono sempre più ricercate per il loro gusto unico. La coltivazione del mandorlo in questa regione è una tradizione secolare. Scopriamo insieme quali sono le sue caratteristiche e quali sono i suoi usi in cucina.

DONNA FRANCESCA E LE MANDORLE

Gli alberi di mandorlo sono diffusi in tutta la Puglia. Si contano infatti quasi 29 mila ettari adibiti a questa coltivazione, circa il 30% della produzione nazionale. In particolare i mandorleti sono diffusi nella campagne della Murgia e dell’Alta Murgia, proprio dove si trova la nostra azienda. La nostra famiglia coltiva mandorle Filippo Cea da generazioni a Mariotto, cittadina poco lontana da Bari.

I nostri mandorleti vengono curati quotidianamente e i loro frutti venduti in tutto il mondo. Raccogliamo i frutti  dalla fine di Agosto fino agli inizi di Ottobre. Una volta raccolte, le mandorle vengono smallate e selezionate per essere poi lasciate ad essiccare al sole nei piazzali antistanti la nostra storica masseria pugliese. Senza essere sottoposte a nessun trattamento termico e chimico, dopo l’essicatura, le nostre mandorle prive di conservanti, vengono stoccate.

LA MANDORLA FILIPPO CEA

La mandorla Filippo Cea è nota in tutto il mondo per la sua grande forma e per il gusto unico. Deve il suo nome all’’agronomo Filippo Cea che ne realizza il primo innesto nel XIX secolo dando così vita alla cultivar di mandorlo più apprezzata per gusto e caratteristiche nutritive. Grazie alle condizioni pedoclimatiche e alle particolari caratteristiche del terreno in cui viene coltivato, questo particolare mandorlo dalla struttura robusta, si integra alla perfezione con il territorio pre-murgiano e murgiano, divenendo con la sua silhouette, rustica ed elegante, icona indiscussa della Puglia. La tradizionalità del prodotto è riconosciuta anche dal MIPAAF che l’ha accolta nel suo elenco nazionali dei prodotti agroalimentari tradizionali come Mandorla di Toritto.

Tutti dovremmo consumare regolarmente mandorle, in quanto sono un toccasana per l’organismo. Hanno un contenuto di olio e acidi grassi polinsaturi assai elevato, inoltre sono ricche di vitamina E e acido folico.

LA MANDORLA PUGLIESE IN CUCINA

Oltre ad essere uno straordinario toccasana per la salute grazie al superiore contenuto di acido oleico e linoleico, questa tipologia di mandorla è ottima per realizzare dolci, in quanto assai pastosa. La mandorla pugliese Filippo Cea si distingue inoltre per l’elegante e burroso ecco perché sono irresistibili mangiarle sgusciatepelate, come spuntino al mattino o nel pomeriggio.

Con la mandorla pugliese ed italiana Filippo Cea è facilmente preparare il latte di mandorla, assai nutriente e poco grasso. In Puglia, i dolci realizzati con le mandorle sono tantissimi. I più noti sono sicuramente i pasticcini di pasta di mandorle con ciliegia candita. Tradizione vuole che questi dolcetti venivano regalati agli ospiti dagli sposi insieme alla bomboniera per ringraziarli della loro presenza.

Molto noti sono anche la intorchiate, delle treccine dolci zuccherate, decorate con delle mandorle intere, che vengono poste al centro di ogni intreccio. Non posso mancare le mandorle pralinate, in gergo “atterrate”. Queste mandorle sgusciate e ricoperte di zucchero sono la degna conclusione del pasto e vengono solitamente servite con caffè. Anche noi di Donna Francesca siamo golosi di mandorle pralinate ed infatti abbiamo realizzato la nostra versione personale secondo ricette tramandate dalle nostre nonne.

Le mandorle pugliesi sono perfette anche con la carne o con il pesce per la preparazione di ottimi piatti della cucina italiana e internazionale. Le mandorle tostate salate ad esempio sono ideali per un ricco aperitivo. Con le mandorle si può realizzare un pesto goloso, la copertura per il filetto di salmone cotto al forno e torte con verdure.

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Mandorle e alimentazione: gustose e ricche di benefici

Mandorle, quante bisogna mangiarne per avere benefici? Se assumiamo la giusta quantità giornaliera, quali sono i benefici del nostro corpo?

La frutta secca è ricca di vitamine e sali minerali fondamentali per il nostro organismo. 

Le mandorle italiane, dolci ed amare, grazie alle caratteristiche pedoclimatiche e grazie alle caratteristiche delle molteplici varietà autoctone presenti sul territorio, sono le migliori sotto il profilo nutraceutico.

In particolare, le mandorle dolci della varietà Filippo Cea sono un’autentica “bomba salutistica” e fonte di energia buona, grazie alla presenza di vitamine e sali minerali in maggiori quantità rispetto alle altre varietà. Questi semi oleosi infatti, contengono una ottima percentuale di proteine vegetali e fibre che aiutano il benessere dell’intestino. Inoltre, grazie al contenuto di magnesio sono un valido supporto per il nostro sistema nervoso in caso di stress o fatica, mentre la grande presenza di calcio biodisponibile arreca beneficio alle ossa rendendole più forti e sane (il loro consumo è indicato per combattere l’osteoporosi in menopausa). La presenza di vitamina E e di altre sostanze antiossidanti rendono la nostra pelle elastica e morbida facendola sembrare più giovane.   

La Filippo Cea si contraddistingue per le sue proprietà benefiche, per la presenza di grassi buoni e per il suo sapore inconfondibile. Viene utilizzata soprattutto al naturale e nelle preparazioni di pasta di mandorle e farina di mandorle.

Quante mandorle mangiare? La quantità raccomandata è di 30 gr al giorno!

30 grammi di mandorle italiane, forniscono circa 180 calorie (600 kcal / 100 g), ma il nostro corpo ne assume appena il 10%, sapete perché?

Le pareti cellulari dei semi di mandorla riducono il rilascio di lipidi poiché inaccessibili ad alcuni enzimi digestivi, come pubblicato in questa ricerca.

Cosa accade al nostro organismo?

Ormai i risultati di tutte le ricerche confermano e concordano che l’assunzione regolare di mandorle italiane, può rappresentare un prezioso alleato per la nostra salute grazie ai benefici che questi preziosi semi regalano:

  1. Grazie ai preziosi antiossidanti, proteggono le cellule dal loro invecchiamento. In particolare le mandorle sgusciate che grazie alla loro pellicina marrone contengono una quantità maggiore di antiossidanti in grado di combattere lo stress ossidativo delle cellule.
  2. Come affermato dai medici diabetologi, il basso contenuto di carboidrati e la notevole presenza di magnesio le rendono lo snack ideale per i malati di diabete.
  3. L’elevato contenuto di magnesio contribuisce a mantenere regolare la pressione arteriosa in soggetti ipertesi.
  4. Il consumo regolare per poche settimane è sufficiente per abbassare il livello di colesterolo LDL, comunemente definito “colesterolo cattivo”.
  5. L’elevato contenuto di vitamina E mantiene la pelle elastica e giovane e riduce i rischi di malattie cardiovascolari.
  6. Contengono acidi grassi essenziali omega 3 che mantengono in salute il cuore e non solo.
  7. Riducono il senso di fame fungendo “spezzafame” naturale, grazie al ricco contenuto di proteine e fibre ed al basso contenuto di carboidrati. Alcuni studi hanno dimostrato che una porzione giornaliera di mandorle riduce notevolmente il desiderio di mangiare.
  8. Aiutano a perdere peso, infatti grazie alle loro proprietà sazianti, se aggiunte ad una dieta dimagrante aiutano in maniera efficace a perdere peso.
  9. Mangiare frutta secca riduce il rischio di tumori, come pubblicato da questo studio.

Quante mangiarne al giorno

30 grammi è il quantitativo raccomandato da mangiare giornalmente. In media corrispondono a 20 mandorle (a seconda della grandezza e della varietà).

Meglio consumarle sgusciate (con la pellicina marrone), poiché la pellicina nella parte esterna contiene molte sostanze antiossidanti.  

Il quantitativo raccomandato, potrebbe essere variabile se contestualizzato in un regime alimentare specifico, in tal caso è giusto chiedere al proprio medico.

Quando mangiarle

Date le comprovate caratteristiche di “spezzafame”, è consigliato consumarle sgusciate come snack a metà mattino o metà pomeriggio, al posto di altri spuntini (magari ricchi di zuccheri). 

Il beneficio di mangiare mandorle è immediato, poiché vi garantirà un apporto energetico subitaneo ed aumenterà la vostra capacità di concentrazione. Assumere mandorle aiuta ad affrontare le giornate di lavoro che richiedono impegno fisico e mentale.

Possono essere mangiate anche durante i principali pasti, magari utilizzandole come base nella preparazione di un pesto o associandole a preparazioni di carne o pesce (sono ottime in abbinamento con i crostacei).

La farina di mandorle è una alternativa alla farina di grano per la preparazione di dolci, ad esempio paste frolle, che possono essere adatte anche per celiaci.

Certo c’è da dire che i dolci hanno lo svantaggio di essere molto ricchi di zuccheri e quindi di abbattere almeno in parte i vantaggi offerti dalla presenza della frutta secca. Per quanto riguarda le bevande, come potevamo dimenticarci del latte di mandorla?   

Si prepara facilmente in casa e regala un sapore dolce e corposo (vedi qui la ricetta).

Ora non vi resta che fare una scorta di mandorle, mi raccomando, mandorle italiane!

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La raccolta per il cotto di ciliegie in Puglia

La raccolta per il cotto di ciliegie in Puglia. Ecco cosa succede da Donna Francesca quando le ciliegie sono mature.

La raccolta per il cotto di ciliegie in Puglia avviene presso i nostri terreni nei pressi di Mariotto, città di vocazione agricola nei pressi di Bari.  Nei campi della nostra masseria in Puglia, crescono diverse varietà di alberi di ciliegio come la famosa Ferrovia, la Bigarreau, la Giorgia, la Lapins. Tutti gli alberi vengono curati direttamente dalla nostra azienda. I ciliegeti vengono curati quotidianamente ma sicuramente uno dei momenti più emozionanti è la raccolta.

La raccolta delle ciliegie avviene a mano, cogliendo i frutti direttamente dall’albero per preservare la loro integrità. Noi di Donna Francesca raccogliamo le ciliegie tra, tra fine maggio e giugno. Le raccogliamo solo quando sono maturate completamente, quando i frutti sono carnosi e succosi con un sapore zuccherino.

SODE, CROCCANTI E DOLCI

Sode croccanti e dolci. Le ciliegie coltivate in Puglia non conoscono rivali. Sono un vero elisir in grado di cambiare l’umore della tua giornata. Le ciliegie sono il frutto primaverile per eccellenza. Il loro gusto armonioso ci accompagna in questo periodo con il loro colore sempre più vivo. Amate dai grandi ed adorate dai piccini, alle ciliegie non si può dire di no…una tira l’altra!

COLTIVATE DA NOI

Tra i tipi di ciliegie da noi coltivate Bigarreau e le ciliegie Ferrovia sono fra le più conosciute. Le ciliegie Bigarreau, originarie della Francia, sono la prima ad essere raccolte. Primizia golosa, matura da maggio sino agli inizi di giugno e d è  conosciuta per il suo colore brillante ed il sapore dolce. Le ciliegie Ferrovia, originarie della Puglia, maturano da fine maggio alla metà di giugno e sono rinomate per la sua grandezza, il colore rosso deciso ed il gusto intenso.

CURIOSITÀ

Leggenda vuole che il primo albero nacque da un nòcciolo di ciliegie vicino a un casello ferroviario delle Ferrovie Sud-Est a circa 900 metri dalla periferia di San Michele di Bari. Gli abitanti di questo paese la chiamarono “Ferrovì” perché l’albero era nato a pochi metri dai binari.

COTTO DI CILIEGIE

Appena colte, le ciliegie fresche vengono portate presso la nostra azienda e qui, dopo averle attentamente selezionate, vengono cotte a bassa temperatura  con un mescolamento continuo per giorni, fino ad ottenere si la deliziosa riduzione. Il cotto di ciliegie oltre ad essere molto versatile in cucina ed avere un sapore golosissimo, non contiene zuccheri ed è privo di qualsiasi conservante. Il suo gusto particolare, amabile ed elegante al palato, permette di usarlo sia per ricette salate che dolci.

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Olio extravergine di oliva o olio di semi?

Olio extravergine di oliva o olio di semi? Questa domanda è al centro dei dubbi di casalinghe e aspiranti chef da generazioni. Camminando con il carrello fra i corridoi del supermercato è facile accorgersi della grande varietà di oli esistenti. Fra olio di semi di girasole, olio di semi di lino, olio di semi di mais e blend vari è molto facile battere in cassa il primo che capita sottomano.

Tuttavia c’è da fare una riflessione più profonda. Perché acquistare olio di semi?

E’ ormai noto che l’olio extravergine di oliva e l’olio di semi si differenziano molto tra loro, in primis per le loro proprietà nutrizionali, ed in secondo luogo, ma non meno importante, per il sapore.

L’olio extravergine di oliva può essere usato in cucina sia per cucinare che a crudo, come condimento o meglio come ingrediente. Tutti i palati possono essere accontentati. L’olio extravergine di oliva presenta infatti una gamma di sapori diversi. Questa ricchezza di gusto è dovuta ad una serie di fattori come la cultivar e le caratteristiche stesse dell’oliva. A tal proposito il progetto Sartoria Agricola di Donna Francesca, grazie ad un servizio unico, offre diversi tipi di fruttato creato sui sentori desiderati.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E SALUTE

L’olio extravergine di oliva è un vero toccasana per la salute. Recentemente la “Food and Drug Administration” lo ha considerato alla stregua di un farmaco grazie al suo ruolo nella prevenzione e nel contrasto di una serie di malattie. Sono la ricca presenza dei polifenoli, preziosi antiossidanti che contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo, e della vitamina E, che protegge le cellule del corpo dal danno ossidativo, a prevenire i radicali liberi. A questi si aggiunge l’acido oleico che ha la proprietà di ridurre il livello del colesterolo cattivo e di alzare il livello del colesterolo buono. A completare il quadro ci sono le proprietà anti infiammatorie degli acidi grassi Omega 3 e l’oleocantale. Sono proprio loro a ridurre i sintomi delle malattie che colpiscono i muscoli e le articolazioni.

E LE CALORIE?

Si può ormai smentire il falso mito dell’olio di semi come “olio leggero”. O meglio, è stato dimostrato che l’olio extravergine di oliva e un qualsiasi olio di semi contengono per 100 ml più o meno le stesse calorie. Tuttavia il sapore intenso e gradevole dell’extravergine permette di condire anche con poche gocce, a differenza dell’olio di semi, il cui sapore non è così incisivo. Questo permetterà non solo di insaporire il vostro piatto con meno condimento, e quindi assumere meno calorie, ma anche di usare meno prodotto generando un risparmio per le vostre tasche.

IL DILEMMA DELLA FRITTURA

A crudo l’extravergine non ha rivali. Ma per la frittura? Qual’è quello che assicura il risultato migliore?

Nella nostra cucina, la frittura è uno dei piatti a cui non è facile rinunciare. Pensate ad una parmigiana con le melanzane non fritte! Perderebbe tutta la sua poesia! Nel contesto attuale, fatto di ricette secolari e di inseguimento del benessere fisico, da qualche decennio si pensa che l’olio di semi sia migliore per friggere rispetto all’olio extravergine di oliva.

Non è così! Il miglior olio per friggere o cucinare è proprio l’olio extravergine di oliva e vi spieghiamo il perché!

La frittura mette a dura prova la stabilità dell’olio. Se riscaldato ad alte temperature, può andare incontro a una ossidazione da cui si formano alcune sostanze nocive. E’ stato dimostrato che l’extravergine di oliva resiste alle alte temperature e non si deteriora durante la cottura perché contiene una quota maggiore di acidi grassi monoinsaturi. Questi grassi “buoni” hanno un alta sopportazione al calore e all’ossidazione. L’olio extravergine di oliva è quindi ideale per la riuscita di una buona frittura e dona un sapore unico!

E l’olio di semi allora?

Gli oli di semi sono ricchi di grassi polinsaturi. Anche questi sono “grassi buoni” ma che a contatto con le alte temperature rilasciano una serie di sostanze nocive per la salute come i perossidi.

COME NASCE L’EXTRAVERGINE E COME NASCE L’OLIO DI SEMI

In questa panoramica c’è da ricordare che l’olio extravergine di oliva nasce da un frutto mentre l’olio di semi…dai semi! E con processi molto differenti tra di loro. L’olio extravergine di oliva infatti nasce dalla molitura di olive selezionate con estrazione meccanica a freddo. Al contrario l’olio di semi viene ricavato con l’utilizzo di solventi chimici ad alte temperature a cui seguono diverse fasi di raffinazione che servono a rendere gli oli vegetali più stabili e ad allungarne la conservazione.

STILE DI VITA

La tendenza ad usare olio extravergine di oliva in cucina è alla base della dieta mediterranea. Questo stile di vita, diventata anche patrimonio dell’UNESCO, è adottato anche all’estero come confermano i dati di esportazione di olio extravergine di oliva italiano nel mondo. Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e addirittura Cina, sono pazzi per questo prodotto tutto italiano.

E tu, hai ancora dubbi su che olio usare? Scarica la nostra guida e scopri le differenze!

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Cenone di capodanno. Ricette senza sprechi

Un cenone di Capodanno senza sprechi è possibile. Come? Con ricette gustose e leggere che permetteranno ai vostri ospiti di “spazzolare” tutto il piatto!

Noi di Donna Francesca sappiamo quanto sia difficile organizzare una cena per tante persone. Siamo pugliesi e non si dice mai di no ad un posto in tavola in più! In genere durante i giorni di festa il menù è dedicato alla tradizione regionale. Ma perché non rivisitare quei piatti che in genere consideriamo pesanti?

Dopo una settimana dedicata alle “abbuffate” si potrebbe infatti pensare a delle idee di ricette originali e ad una spesa oculata. Non comprate più del necessario. Basterà un pò di fantasia per portare in tavola piatti originali.

L’antipasto è sempre un grattacapo. Iniziare con salumi e formaggi o con delle tartine? Noi di Donna Francesca vi diremmo…entrambe le cose! Comprate delle piccole friselle, conditele con ricotta di pecora, una fetta di capocollo di Martina Franca. Terminate con delle cime di rapa saltate in padella. Il tocco in più? Una goccia del nostro cotto di fichi!

A tavola ci sono dei bambini? Perché non deliziarli con delle gustose chips vegetali? Potete tagliare a sfoglia carote, zucchine e patate e friggerle. Ovviamente consigliamo di friggere olio extra vergine di oliva. Potete magari scegliere un fruttato leggero che ha un sapore delicato come la nostra Ogliarola. Le chips avranno un sapore irresistibile e andranno a ruba!

Che sia un pranzo o che sia una cena, per noi italiani non può mancare la pasta. Concentriamoci si ricette a “Kilometro zero”. Spaghetti, pomodorino “appeso” e salsiccia. Cosa ne pensate? E’ un piatto che funge da primo e secondo insieme.

I pomodori “appesi” fanno parte del patrimonio culinario di Puglia. E’ un un modo di conservare i pomodori che permette di gustarli anche nei mesi invernali. Vengono raccolti in “grappoli” con un filo per essere poi appesi ad un gancio in un luogo fresco e asciutto. Tuttavia, trovare questi pomodori è sempre più difficile. Se ci tenete ad usarli come ingrediente vi consigliamo una gita nei piccoli borghi. Qui è più facile che questa tradizione sia ancora in uso. In alternativa potete usare dei ciliegini in salsa, come i nostri.

Tra un bicchiere di vino ed una cantata siamo ormai arrivati alla mezzanotte. Le lenticchie sono d’obbligo!  In genere vengono servite con il “cotechino”.

Il famoso insaccato originario del nord Italia arriva quando siamo già a stomaco pieno. Vi proponiamo allora una versione gourmet per trasformare il famigerato piatto in un panino da un solo boccone. Potete comprare, o eventualmente realizzare in casa, dei micro panini al latte di un diametro di 10 cm da farcire come un hamburger. Con le lenticchie potete creare una salsa di base, eventualmente anche speziata o piccante, e inserire una fettina di cotechino che simula la nota polpetta di carne. L’idea in più? Aggiungere dei pomodori secchi per il tocco finale! Siamo sicuri che vi porterà ancora più fortuna!

Ed ora… cartellate per tutti brindando con una bella birra artigianale, come Ficotta! Ideale sui dolci!